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lunedì 7 ottobre 2019

Andrej Tarkovskij in Sicily - & Dostoevsky's The Idiot


25 July, 1980 Taormina
This morning I talked to Anna Semyonovna. Lara will be there today. Tyapus must be staying on in the country.
I've been thinking about The Idiot, and it seems to me that it would be possible to disrupt the sequence of the plot, and the episodes, because structure is not at all the same in literature as it is in film.
This evening there was a rehearsal for the prize-giving ritual.
Bought three Indian dresses. I've bought almost everything. Only one or two oddments left to do tomorrow.
Donatella was very helpful.
We're dog-tired.
Andrej TarkovskijThe Diaries1970-1986

giovedì 9 maggio 2019

Andrej Tarkovskij in Sicily - Rondi's fight



July, 23, 1980 Taormina
Lay in the sun. Was interviewed by two journalists. Tilda has arrived from Rome but still hasn't telephoned me. Early to bed.

July, 24, 1980 Taormina
Narymov has arrived with a very pretty daughter. Surikov wired to tell me to come a day earlier. To hell with them. I shan't have time to do anything in Rome.
There was a big, fairly boring press conference, and after it Rondi congratulated me on my success.
Incidentally, in the evening, at supper, Rondi almost had a fight (! ?) with the waiter because he wouldn't bring him coffee from the bar. There was quite a little scene.
I rang Franco in Rome. And Brigitte Fossey's agent rang to say that Fossey is prepared to
drop everything to come and film with me. (Discuss it with Norman, urgently. Tomorrow I'll ask Rondi to talk it over with Fichera, he is arriving here tomorrow; Golumbino is already here.)
Larochka! Tyapus! Dakus! How I miss you all! Please God we shall see each other soon. Tomorrow morning I'll try and ring Moscow.

Andrej TarkovskijThe Diaries1970-1986

mercoledì 17 aprile 2019

Andrej Tarkovskij in Sicily - Taormina & Castelmola


22 July 1980, Taormina
Sunbathed. Had lunch with Rondi and his wife (I've already lunched with them twice by the swimming-pool). Walked around the town, went to look at a delightful little town on a rock (next door to Taormina).
Taormina is a wonderful place too. The sun is not at all the same here as in Rome. It's hot! I'm not feeling particularly well.
Tilda brought my things over from Rome today and left a note saying she would ring.
Missing Lara and Tyapus and Dakus dreadfully. How do they keep going without me, the darlings!
Rondi said he would telephone Fichera again, in order to find out definitely what RAI intend to do about Nostalgia.
Andrej TarkovskijThe Diaries1970-1986

domenica 31 marzo 2019

Andrej Tarkovskij in Sicily



19 July, Taormina. Hotel San Domenico. 1980
In Sicily for the first time. I don't yet have any understanding of it. Catania is a gloomy town, with heavy, dirty buildings which have their own kind of air and their own visage.
The Hotel San Domenico in Taormina is in what was once a monastery. Huge corridors; sumptuous staircases; the rooms used to be cells. There's a garden and a view over the sea. The sea here is very clean.
I've seen Rondi, but haven't yet talked to him about the things I intend to discuss with him. Maybe tomorrow.
Marina, the interpreter, is improving. There is something new about her. I am tired, going to bed. Here until the 27th, when I fly to Rome in the morning.
Andrej Tarkovskij, The Diaries, 1970-1986

venerdì 15 marzo 2019

Рерберг и Тарковский.



The process of crafting an image is informed by the  artist's worldview.
The worldview is shaped  by the artist's time, country of residence,  his culture... his daily interactions, his unique intellectual and  physical attributes.

Il processo della creazione di un'immagine scaturisce dalla visione del mondo dell'artista.
La visione del mondo è plasmata dall’epoca dell'artista, dal paese di residenza, dalla sua cultura ... le sue influenze quotidiane, le sue tangibili caratteristiche intellettuali. Georgy (Gosha) Rerberg (1937 – 1999)

Игорь МАЙБОРОДА Рерберг и Тарковский. Обратная сторона 'Сталкера', 2009

Igor MAYBORODA Rerberg and Tarkovsky. The Reverse Side of «Stalker», 2009

lunedì 14 maggio 2018

L'uomo ha bisogno dell'uomo



Solaris

La scienza? Sciocchezze!
In questa situazione sono ugualmente inutili sia la mediocrità sia il genio!
Noi non vogliamo affatto conquistare il Cosmo.
Noi vogliamo allargare la Terra alle sue dimensioni.
Non abbiamo bisogno di altri mondi.
Abbiamo bisogno di uno specchio.
Ci affanniamo per trovare un contatto, e non lo troveremo mai.
Ci troviamo nella sciocca posizione di chi anela a una meta di cui ha paura
E di cui non ha bisogno.
L’uomo ha bisogno solo dell’uomo.
Andrej Tarkovskij, Solaris, 1972

giovedì 13 ottobre 2016

domenica 2 dicembre 2012

Scolpire il tempo: Tarkovskij/Bresson

There are few people of genius in the cinema; look at Bresson, Mizoguchi, Dovzhenko, Paradjanov, Bunuel: not one of them could be confused with anyone else. An artist of that calibre follows one straight line, albeit at great cost; not without weakness or even, indeed, occasionally being farfetched; but always in the name of the one idea, the one conception.


What is Bresson's genre? He doesn't have one. Bresson is Bresson. He is a genre in himself. Antonioni, Fellini, Bergman, Kurosawa, Dovzhenko, Vigo, Mizoguchi, Bunuel - each is identified with himself. The very concept of genre is as cold as the tomb. And is Chaplin - comedy? No: he is Chaplin, pure and simple; a unique phenomenon, never to be repeated.

There are two basic categories of film directors. One consists of those who seek to imitate the world in which they live, the other of those who seek to create their own world. The second category contains the poets of cinema, Bresson, Dovzenko, Mizoguchi, Bergman, Buñuel and Kurosawa, the cinema's most important names. The work of these film-makers is difficult to distribute: it reflects their inner aspirations, and this always runs counter to public taste. This does not mean that the film-makers don't want to be understood by their audience. But rather that they themselves try to pick up on and understand the inner feelings of the audience.

mercoledì 19 ottobre 2011

Amore

Amo enormemente Bresson. Ma chi amo di più è Dovzenko. Amo molti registi, ma il loro posto cambia a secondo dei momenti. Dovzenko, Bunuel, Kurosawa, Antonioni, Bergman, ecco tutto. E, beninteso, Vigo., perché è il padre del cinema francese contemporaneo.
Andrej Tarkovskij

giovedì 6 ottobre 2011

Andrej Tarkovskij 04/02/1932 - 29/12/1986







Facendo un omaggio al cinema di Bergman, Tarkovskij prende commiato, per dirla con lui, dalla vita terrena. La sua opera rimane, invece terrestre. Sette film in tutto, come, il quasi suo coetaneo, secolare ed artistico, Sergio Leone. Avevano un senso comune del cinema, nell'uso della tecnica come nell'uso del cast, e sebbene uno guardava al cinema europeo e l'altro a quello americano, la poetica del mestiere li avvicinava.
Ora indicatemi qualcosa di identico.

martedì 4 ottobre 2011

Lo scrittore e il regista

Non solo noi perdoniamo a Leone Tolstoi delle frasi pesanti, la cui lunghezza non è sempre giustificata , delle frasi impacciate, che sono così numerose nella sua prosa, ma, al contrario, cominciamo a poco a poco ad amarlo, come particolari componenti della personalità di Tolstoi.
Andrej Tarkovskij

mercoledì 28 settembre 2011

La poetica di Tarkovkij non è tanto l'icona o il trascendente "ma il lutto del cielo" - Non sono gli uomini ad avere abbandonato Dio - egli pensa - ma Dio gli uomini - non rimane perciò che il trionfo della desolazione della vita, di ogni proposito umano.
Guido Aristarco



questo filmato, citato nel post su Nostalghia, era alla fine saltato.

martedì 27 settembre 2011

Maestro a Taormina


Andrej Tarkovskij a Taormina nel 1980 - foto Vizzini
nella prima foto è accanto ad un irriverente Fassbinder, John Schlesinger e Marco Bellocchio

venerdì 23 settembre 2011

Nostalgia

Più del film successivo, considero questo il testamento di Tarkovskij, quello di un russo viaggiatore , come lo furono Puskin, Tolstoi e Dostoevkij. Questa volta nelle scelte musicali si aggiunge un frammento del Requiem di Verdi nell'apertura del film, l'ultimo video, ma una sequenza con un'altro frammento estratto dalla nona di Beethoven è magica, lo potete ascoltare nel quarto video. E che dire di quella Madonna del parto di Piero della Francesca...












mercoledì 7 settembre 2011

Lo Specchio

In un andirivieni temporale che anticipa di quasi dieci anni quello leoniano, Tarkovskij  costruisce una biografia personale che parte dal'infanzia ed arriva alla crisi coniugale del protagonista e dalla Russia negli anni della seconda guerra mondiale si porta al nostro tempo. Per quel che rimane per me il suo miglior film
anche questa volta si avvale della musica di Artemiev, Bach ed altri ma su tutti quella bellissina frase Quando corpus morietur tratta dallo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.









martedì 30 agosto 2011

La zona


Ancora fantascienza, che divenne realtà sette anni dopo, a Chernobyl il film fu in parte girato. Tra immagini in b/n e a colori l'oniriricità del regista va proprio alle stelle, complice anche la musica di Eduard Artemyev.

« Mi hanno sovente domandato cos'è la Zona, che cosa simboleggia, ed hanno avanzato le interpretazioni più impensabili. Io cado in uno stato di rabbia e di disperazione quando sento domande del genere. La Zona è la Zona, la Zona è la vita: attraversandola l'uomo o si spezza o resiste. Se l'uomo resisterà dipende dal suo sentimento della propria dignità, dalla sua capacità di distinguere il fondamentale dal passeggero »

Da noi per il lancio del film si affidarono a copiare il logo georgelucasiano Star Wars.

AMO GLI OCCHI TUOI, AMICA MIA,
IL LORO GIOCO SPLENDIDO DI FIAMME,
QUANDO LI ALZI ALL’ IMPROVVISO
E, COME UN FULMINE CELESTE,
GUARDI VELOCE TUTTO INTORNO.
 MA C’E’ UN FASCINO PIU’ FORTE:
GLI OCCHI TUOI RIVOLTI IN BASSO
NEGL’ ATTIMI DI UN BACIO APPASSIONATO…
…E FRA LE CIGLIA SEMICHIUSE,
DEL DESIDERIO, IL CUPO E FOSCO FUOCO.







Andréi Tarkovski - Thanks others directors from Christian Compagnon on Vimeo.

domenica 21 agosto 2011

Nel più alto dei cieli


Solaris fu importato in Italia dalla Euro International Film, a mio avviso la più grande casa distributrice italiana, di proprietà dei romani conti Cicogna, quella di C'era una volta il west,Giù la testa, Metti una sera a cena ecc per intenderci. Per il lancio la ditta Lucherini-Rossetti-Spinola si affidò a contrapporlo, come risposta sovietica, a 2001, Odissea nello spazio. A parte lo "spazio"scenico, i due film non hanno niente in comune, anzi mi viene in mente una contrapposizione: Richard Strauss contro J. S. Bach, ma finiamola qui, come si può contrapporre il preludio corale BWV 639 a qualsiasi altro brano musicale pur inserito in un capolavoro come 2001.
Al 25° festival di Cannes vinse il Grand Prix speciale della giuria.
La sua forza visiva rimarrà sempre intatta e la poesia di Tarkovskij non morirà mai.
Qualche anno fa, Steven Soderbergh ne fece un remake niente male con George Clooney.






Andréi Tarkovski - Message to young directors from Christian Compagnon on Vimeo.

giovedì 21 luglio 2011

Arte e Vita

ANDREI RUBLEV




Andrei Rublev viene considerata l'opera massima di Tarkovskij. Siamo solo al suo secondo film.
In 3 ore e 25 minuti ci da la sua visione dell'arte e dell'artista, non solo una biografia. Ovviamente i soviet non ne vollero sapere e per sei anni ne tardarono l'esportazione.
La sua struttura lo rende ancora oggi fresco ed attuale e si può dire eterno, richiede solo una visione paziente e attenta.

lunedì 11 luglio 2011

Andrej Arsen'evič Tarkovskij, Zavrazie, 4 aprile 1932 – Parigi, 29 dicembre 1986


 Andrej Tarkovskij non c’è più da quindici anni. Di questi tempi probabilmente non avrebbe più trovato nessuno per finanziare un qualsiasi suo soggetto cinematografico.
 Vista col senno di poi L’infanzia di Ivan rappresenta uno di quei debutti le cui immagini fanno presagire un futuro maestro. La  tematica lascerebbe intendere che il regista si muoverà sulle direttive dei dirigenti sovietici di quegli anni, ma le successive critiche di calligrafismo e formalismo alieneranno , si può dire per sempre, il futuro di Tarkovskij agli occhi bendati dei capi partito.
Il film vinse nel 1962 il leone d’oro alla mostra di Venezia, ex-aequo con Cronaca familiare di Valerio Zurlino.
Il suo espressionismo e simbolismo svilupparono una tecnica molto usata successivamente dai registi di video-clip negli anni ’80 e la sua visione dell’infanzia è da associare con I 400 colpi di François Truffaut, Zazie nel metrò di Louis Malle e, qualche tempo dopo,  Incompreso di Luigi Comencini.
A  questo punto mi auguro che Giuseppe Tornatore , un altro che dà l’anima quando dirige i bambini, porti sullo schermo Il sentiero dei nidi di ragno il più bel libro di Italo Calvino, prima che lo deturpino un  Soldini o Sorrentino di turno.