mercoledì 14 novembre 2018

Start with the ground




I thought if a man doesn't know what he's doing or where he's going, the best thing for him to do is just back up and start all over again.
I thought I'd start with the ground and work up.

Quando un uomo non sa più che fare o dove andare …
Beh, non gli resta altro che tornare daccapo.
Io ho ricominciato tornando alla terra.
Otto Preminger, Robert Mitchum, Marilyn Monroe, River of no return (La magnifica preda), 1954

lunedì 12 novembre 2018

Abe at the Movie




Todd SolondzDark Horse, 2011

domenica 11 novembre 2018

A farewell haiku



I see a bright spot in the dark …
Now I proceeded to the station’s lights full of trust.
December 20 1979, Asahikawa prison. Goro Yoshimatsu

Vedo un punto luminoso nell'oscurità ...
Ora  io procedevo verso le luci della stazione pieno di fiducia.
Yasuo Furuhata, Ken Takakura, Station ()

giovedì 8 novembre 2018

Live ... life



I don't want to live in a fantasy world.
Yeah, well... how's reality working out for you?
Non ho voglia di vivere in un mondo immaginario.
Si, beh … e la realtà come ti sta andando?
Craig Johnson, Woody Harrelson, Laura DernWilson, 2017

mercoledì 7 novembre 2018

Cinema sui muri - Alessandro Blasetti


Aldebaran, 1935


Retroscena, 1939


Fabiola, 1949


Amore e chiacchiere, 1957

domenica 4 novembre 2018

Linkshändige Marianne



I wanted to tell you something, Marianne.
I was thinking of you up there. And of Stefan.
And after all the long years we have been with each other, for the first time I felt that we belong together.
I was afraid I would go mad, because of the loneliness.
I have often told you that I love you, but it's only now that I feel really connected with you.

Una cosa ti volevo dire, Marianne.
Io lassù ho pensato a te, e a Stefan.
E dopo tutti questi anni che siamo insieme avevo per la prima volta la sensazione che davvero ci apparteniamo.
Mi veniva di colpo la paura d'impazzire a forza di solitudine.
Tante volte ti ho detto che ti amo ma solo ora mi sento legato a te. Per la vita e per la morte.
E lo strano è che, ora che l'ho provato potrei fare a meno di voi.
Peter HandkeEdith Clever, Bruno GanzDie linkshändige Frau (La donna mancina), 1978

mercoledì 31 ottobre 2018

Chaplin's crying

Una delle prime sere a Hollywood, mi invita a casa sua Merle Oberon. La conoscevo, è una donna colta, straordinariamente gentile. Ha organizzato per me un grande pranzo, invitando l'aristocrazia del cinema, da Sam Goldwyn a Chaplin. E poiché sa che ho portato con me una copia di Umberto D., riesce a convincermi di proiettarlo in casa sua per tutta quella gente. La proiezione si svolge regolarmente. Nessuno fiata. Proprio dietro di me, seduto in una poltrona, è Chaplin. Ogni tanto non resisto alla tentazione e torcendo il collo, furtivamente, lo guardo. E' impassibile, col mento fra le mani. La proiezione finisce. Sopravviene nella sala un brusio confuso. Guardo Chaplin: tutti si sono alzati, gesticolano, lui è ancora lì, tiene gli occhi chiusi, immobile. Passano due minuti buoni. Mi prende un malessere sottile, una specie di panico. Poi lui allarga le braccia, apre gli occhi; mi accorgo che piange come un vitello. Dice: «Grande, De Sica, un grande film». Più tardi mi riparla di Umberto D.: lo definisce «film di accademia ›; dice che preferisce Ladri di biciclette ma più ancora gli piace Sciuscià: «più vicino al pubblico, più accessibile, tale da commuovere l'intellettuale come l'analfabeta››.
Vittorio De SicaGli anni più belli della mia vita, "Tempo", 23 dicembre 1954
L'immagine e in:
Craig JohnsonWilson, 2017, che contiene vari espliciti omaggi a Umberto D.