Mimmo Addabbo - Lolli,Ubaldo Vinci, Gianni Parlagreco,Catalfamo,Fabris, Valentino,Margareci,Crimi,Fano e i Sigilli
domenica 3 novembre 2019
giovedì 31 ottobre 2019
Олександр Довженко
“Non siamo troppo pudichi per i movimenti delicati dell'animo,
le attenzioni e l’intesa amorosa, i baci. L'amore è saggio e perspicace”, dice
il proverbio; innalza l’uomo, lo abbellisce, lo ispira, lo rende felice. E se
viene contrariato porta con sé profonde sofferenze morali che esisteranno
finché l'uomo vivrà sulla terra”.
Alexander Dovzhenko : Poet As Filmmaker: Selected Writings
mercoledì 30 ottobre 2019
Un leone a Culver City - le origini
Origine
di un'industria
Relativamente giovane, rispetto ad altre ditte
- dalla Paramount alla Fox - sulle quali poggia la forza industriale del cinema
americano, la M.G.M. è in sostanza uno degli ultimi importanti organismi della
storia di Hollywood entrato nella grossa competizione commerciale nel momento
più difficile e ad un tempo
più propizio alla nascita di iniziative
coraggiose e all'affermazione di energie giovani
e spregiudicate. Negli anni che seguono la prima guerra
mondiale il cinema degli Stati
Uniti attraversa uno dei suoi
periodi più felici: i film di Hollywood prodotti durante la guerra invadono i mercati di tutto il mondo senza
incontrare
praticamente una concorrenza vera e propria.
Le varie cinematografie europee ad esempio - le uniche che per
tradizione storica e livello artistico potrebbero porsi su un piano di parità rispetto
a quella americana - attraversano tutte un periodo di crisi industriale, mentre
Hollywood ha a disposizione un pressoché
inesauribile repertorio di film inediti,
facilmente selezionabili e quindi sfruttabili a colpo sicuro in base ai
risultati commerciali già conseguiti sul
mercato interno. La lotta della produzione indipendente nei confronti del "trust" della "Motion Picture Patents
Company" si era conclusa in sostanza con la vittoria
della "qualità" sugli ingenui criteri della
produzione in serie che avevano dominato il periodo precedente: l'avvento del
lungometraggio, le scoperte di Griffith, lo stimolo della migliore produzione
giunta dall'Europa, e infine la concorrenza interna fra organismi di vecchia e nuova
costituzione, quasi tutti indirizzati ormai alla conquista del pubblico non già
mediante artificiosi meccanismi monopolizzatori (che erano stati alla base
degli errori del "trust") ma solo per mezzo dell'eccellenza del prodotto,
avevano
condotto la cinematografia hollywoodiana a un
grado di eccezionale maturità e ad una sempre più cosciente raffinatezza. Il
pubblico d'altra parte - non più costituito dai meno abbienti e dai meno
avvertiti in senso culturale - cominciava a diventare sempre più esigente: il cinema non era più
ormai uno spettacolo
da fiera, sorretto dalla primitiva meraviglia
nei confronti del magico meccanismo, ma era divenuto un vero e proprio bisogno
psicologico, il passatempo
favorito di ogni classe e di ogni età, l'evasione più completa dalla noia e dalle
preoccupazioni della vita quotidiana.
Questa, per sommi capi, la situazione generale
da cui sorge la nuova ditta, e che ne determina in sostanza l'indirizzo,
spiegando logicamente le ragioni dell'impegno produttivo e dello splendore tecnico,
artistico e spettacolare della sua produzione fin dall'inizio dell'attività. Ma se la nascita ufficiale della "Em-Gi-Em" reca la data del 1924, va tuttavia precisato che a date ben
anteriori risale l'inizio dell'attività dei principali esponenti che a un certo
punto si sono uniti per dar vita al nuovo organismo. (continua)
Fausto Montesanti
Nelle foto l'evoluzione
degli
"studios"
della
Metro: (sopra)
i "West Coast
Studios"
della
Metro prima della fusione con Goldwyn, nel 1920·
(sotto) gli "studios" della Metro a Culver City, verso il '30;
CINEMA QUINDICINALE DI DIVULGAZIONE CINEMATOGRAFICA ANNO VII - 1954 10 NOVEMBRE
martedì 29 ottobre 2019
I want to complain against my parents
What's all this
pandemonium What did you provoke?
On the TV and in the
media. Your prison call.
Do you know why you're
here?
Yes.
Why?
I want to complain against
my parents.
Why do you want to
complain against your parents?
For giving me birth.
Cos’è questo pandemonio che hai provocato?
In TV e nei media. La tua chiamata dalla prigione.
Sai perché sei qui?
Sì.
Perché?
Voglio accusare i miei genitori.
Perché vuoi accusare i tuoi genitori?
Per avermi dato alla luce.
NADINE LABAKI, کفرناحوم, Capharnaüm , 2018
lunedì 28 ottobre 2019
The Evolution of the Western Movie from 1899 to 1954 - pt. 3
In un estremo
tentativo di salvare il salvabile le altre case di produzione si ridussero ad economie esagerate, quanto più saliva il costo del film. I western di Charles Starrett, della Columbia, eran fatti
in tre giorni e consistevano
nella massima parte di lunghissime aggiunte prese da film precedenti e messe assieme senza rispetto per la
logica degli
avvenimenti
o la verosimiglianza dell'intreccio. Uno dei più gravi errori commessi, nell'ingenua speranza di salvare quanto più si
poteva dell'incasso, fu l'eliminazione dell’ ''arrivano i nostri" finale o “sequenza vertiginosa''. Sin dai tempi in cui Griffith collocò la macchina da presa, meglio che sopra un carrello sopra un'auto per riprendere in corsa la cavalcata dei membri del Ku Klux Klan in The Birth of a Nation, e renderne la atmosfera appropriata, l' “arrivano i nostri” è stato il valido e
indispensabile pezzo forte d'ogni western che si rispetti. La “sequenza vertiginosa" comportava però un cumulo di spese
eccessive.
Molte scene infatti dovevano essere riprese
su strade speciali che permettessero anche la corsa regolare, senza sbalzi, dell'auto con la macchina
da presa
che accompagnava tutta l'azione, tanto è vero che in alcune località erano state costruite
strade apposite. Inoltre il sindacato degli operatori aveva stabilito
tariffe maggiorate per queste riprese. Tutte queste spese vennero perciò eliminate nei western minori, con l'abolizione della scena madre. La ripresa diretta che inquadrava l'azione
vertiginosa dei cavalli in corsa, seguendola - parallelamente - su una macchina allo stesso ritmo di velocità, venne sostituita con un metodo già usato nei primi western economici, il cosiddetto triple pan. In tal caso un'unica macchina da presa
veniva posta in una posizione elevata da cui dominava tutto il campo d'azione. Quando appariva il gruppo degli uomini a cavallo, la " camera”
l'inquadrava e lo seguiva per tutta la durata del passaggio, finché spariva dal campo visivo; poi la “camera" ritornava al punto di partenza e inquadrava il gruppo degli inseguitori fino alla loro scomparsa.
Naturalmente il “campo lungo" o il “medio campo
lungo”
con quella lontananza
dall'azione immediata toglieva ad essa gran parte dell'efficacia e smorzava gli entusiasmi, ma era un'economia. Vincent
Fennelly, che negli ultimi tempi si era particolarmente dedicato alla produzione dei western B, ne fece per gli Allied Artists, almeno trenta in tre anni. Soltanto due
hanno la "sequenza vertiginosa",
e
proprio questi
due, The
Longhorn con Bill Elliot e The Fighting Lawman con Wayne Morris,
furono i migliori nelle loro rispettive serie.
Per un
distributore americano, specialmente negli Stati Uniti del Sud, i western minori
erano pur
sempre
un genere di sicuro rendimento commerciale, ma non tale però da assicurare ancora un certo
guadagno qualora il
costo
di produzione fosse aumentato. Vi era da tener conto, anche, che in America la televisione si faceva sempre
più sentire come terribile concorrente. La TV dopo aver per un certo periodo di tempo, usufruito dei western
minori, magari inserendone una parte anche in altri film (come è avvenuto
negli anni intorno al 1943), aveva organizzato un suo proprio repertorio di western della durata di
trenta minuti. Gene Autry, Roy Rogers, William Boyd nonché altri attori molto
noti hanno abbandonato cosi I'attività cinematografica per dedicarsi esclusivamente alla
televisione. (continua)
WILLIAM K. EVERSON
CINEMA quindicinale di
divulgazione cinematografica Volume XII Terza serie Anno VII – 1954 10-25 Dicembre
Al centro del collage fotografico in alto:Johnny Mack Brown in Over the Border.
Sotto a destra: Sterling Hayden e Eve Miller in Kansas Paciftc. Attori di western B che hanno abbandonato lo schermo per la TV: Roy Rogers (a sinistra) e Gene Autry (al centro).
Sotto a destra: Sterling Hayden e Eve Miller in Kansas Paciftc. Attori di western B che hanno abbandonato lo schermo per la TV: Roy Rogers (a sinistra) e Gene Autry (al centro).
domenica 27 ottobre 2019
Smile, Zain
01:56:14,537
Look ahead.
Guarda avanti.
01:56:18,124
Smile.
Sorridi.
01:56:21,211
Smile,
Zain.
Sorridi, Zain.
01:56:22,253
It's a
passport photo, not a death certificate!
È una foto tessera, non un certificato di morte!
NADINE LABAKI, کفرناحوم, Capharnaüm , 2018
giovedì 17 ottobre 2019
Un leone a Culver City
IL LEONE RUGGENTE HA TRENT'ANNI
I
FILISTEI DI CULVER CITY
HANNO I
LORO QUARTI DI NOBILTA'
di Fausto Montesanti
La Metro-Goldwyn-Mayer,
della cui fondazione ricorre Quest'anno il trentesimo
anniversario, può essere
considerata ancor oggi uno dei pilastri
fondamentali dell'industria cinematografica degli Stati Uniti d'America: la
sua storia, inoltre, che si inserisce nella storia del cinema americano in un periodo particolare, può spesso
apparirne anzitutto come una delle più tipiche manifestazioni, mentre la sua produzione
può
in certi momenti assumere
in pratica un ruolo determinante e quasi d'avanguardia nei confronti
della evoluzione della produzione hollywoodiana, tanto da
tradursi - a distanza di anni
- in una funzione simbolicamente indicativa, sia nei suoi aspetti
positivi come - e forse più ancora - in quelli negativi.
Nel vasto e multiforme
panorama offerto dal pittoresco e avventuroso passato del cinema
americano, la sigla della M. G. M. si colloca
infatti, - a partire da un certo
momento - con uno spicco di indiscutibile risonanza:
il marchio
del leone ruggente (creazione di Howard
Dietz,
oggi vice-presidente della "Loew’s Inc."
e incaricato
della
organizzazione della pubblicità), si è ad esempio
identificato, per lunghi
anni, nel prestigio artistico
dei film di Vidor - da La grande parata ad Hallelujah! - e di Siostrom
- da La
lettera rossa a Il vento – e soprattutto in quello - più caro al grosso pubblico - di certi
nomi, fra i più rappresentativi dello "Star
System": dalla Garbo e Clark
Gable,
dalla Crawford a
Spencer Tracy, da Jean Harlow a William Powell, da Laurel & Hardy
ai Marx Brothers, da Lana Turner a Robert Taylor, da Ava Gardner a Gene Kelly, per
citare solo i primi che il ricordo suggerisce.
Per tale complesso
di motivi,
prendendo
lo spunto dalla storica ricorrenza, e seguendo l'esempio di alcune fra
le
più autorevoli pubblicazioni estere (dall'americano Films in Review all'inglese Sight and Sound, che in tale occasione hanno dedicato all'argomento
numerose pagine), abbiamo creduto interessante e per certi
aspetti curioso raccogliere una serie di immagini attraverso le quali
sia agevole, anche ai più giovani
fra i tettori, ricostruire in maniera il più possibile esauriente l'evoluzione tecnico-artistica
da una parte,
e industriale dall'altra, di una casa
le
cui vicende costituiscono - specie a cavallo fra il muto e il sonoro - uno fra i più significativi capitoli della storia
del
film negli Stati Uniti d'America e che comunque fornisce sempre - anche
con quei
film giudicati minori in senso assoluto - un apporto considerevole a una storia del cinema
concepita sul piano del costume. (CONTINUA)
CINEMA QUINDICINALE DI DIVULGAZIONE CINEMATOGRAFICA ANNO VII - 1954 10 NOVEMBRE
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