mercoledì 24 ottobre 2018

The Taxi Driver of Faith



When writing about oneself, one should show no mercy”.

Quando si scrive di se stessi, non si dovrebbe avere pietà!

Paul Schrader, First Reformed, 2017

lunedì 22 ottobre 2018

Cinema sui muri - Roberto Rossellini


La macchina ammazzacattivi,1952


La paura, 1954


Giovanna d'Arco al rogo, 1954


Viva l'Italia, 1961

domenica 21 ottobre 2018

Pilotto, De Sica & NIC




Mario Mattòli, Tempo massimo, 1934 
NIC era un proiettore sonoro per uso domestico inventato nel 1933 da Mario Sassoli


giovedì 18 ottobre 2018

No prints, but electronic dust


People are taking more pictures now than ever before.
Billions of 'em. But there's no slides, no prints.
They're just data, electronic dust.
Years from now, when they dig us up, there won't be any pictures to find.
No record of who we were, how we lived.
What's the point of having an artifact if you never see it with your own eyes?

La gente scatta più fotografie che mai.
Miliardi. Ma nessuna diapositiva, nessuna stampa.
Sono solo dati, polvere elettronica.
Quando ci dissotterreranno, non troveranno niente.
Nessuna testimonianza di chi eravamo o come vivevamo.
Che senso ha avere qualcosa che non vedi mai?
Mark Raso, Kodachrome, 2017

mercoledì 17 ottobre 2018

Ride in the Darkness


Harry Dean Stanton 
(July 14, 1926 – September 15, 2017)




Johnny Cash I See a Darkness, lyrics: Will Oldham

lunedì 15 ottobre 2018

Film di Gangster - Ambivalence & Cynicism


Film come Little Caesar e Public Enemy, prodotti e realizzati agli esordi del genere, divennero immediatamente oggetto del livore dei benpensanti e degli strali della censura. L'ambivaIenza implicita nelle opere capofila e il cinismo con cui Menvyn LeRoy e Wikliam A. Wellman avevano trattato i criteri della pubblica decenza non erano sfuggiti ai censori, agli educatori e ai formatori di opinione pubblica. Del resto non erano ipassati inosservati nemmeno ad Al Capone, il quale si rifiutò di vendere le sue memorie ad un produttore di Hollywood che voleva trarne un film, adducendo la scusa che un film del genere avrebbe avuto l'effetto di corrompere la gioventù. È a causa di questa levata di scudi che Scarface contiene un prologo surrettiziamente sovrapposto al resto del film per condannare i « gangsters ›› e in cui si vedono « boss ›› del giornalismo e privati cittadini tuonare inferociti contro la malavita e il crimine organizzato. 
La seconda fase del film di « gangsters ›› si dovette uniformare al moralismo dilagante. Essa emerse nel 1935 con il film G-Men di William Keighley. Come tutte le altre opere del ciclo che lo seguì di lì a poco per tre anni, G-Men era iconograficamente indistinguibile dai film della prima fase, ma aveva come figura centrale lo « leading hero ›› un agente dell’F.B.I. G-Men venne subito salutato dall'approvazione dei censori, per quanto il gestire del G-Man, l'Uomo del Governo (appellativo rimasto agli agenti federali dopo che un « gangster », in procinto di essere arrestato e timoroso che questi gli sparassero, li aveva bloccati dicendo: « Fermi, mi arrende, G-Men ››, per tagliare corto e risparmiare tempo, fiato e parole; l'episodio è descritto in Ero un agente F.B.I. di Mervyn LeRoy), non fosse minimamente diverso da quello dei « gangsters ›› che avrebbe voluto soppiantare. Non a caso l'interprete principale era James Cagney, che in precedenza aveva impersonato il « gangster ››. È chiaro che tale assimilazione tra banditi e uomini della legge, tra «gangsters ›› e agenti federali avrebbe potuto risultare indecente. La sua copertura ideologica venne affidata a una risorsa della finzione, a una contorsione del « plot ››: l'uomo del Governo gesticolava e si comportava come un fuorilegge in quanto era personalmente che veniva coinvolto nel mondo del crimine. Di solito, infatti, vi entrava facendo l'entrismo e il doppio gioco allo scopo di distruggerlo.
                                                                                                                    (continua)

Franco Ferrini, I GENERI CLASSICI DEL CINEMA AMERICANO, BIANCO E NERO, 1974 Fascicolo ¾

domenica 14 ottobre 2018

久我 美子 Kuga Yoshiko & 岡田 英次 Okada Eiji







Tadashi ImaiUntil We Meet Again (また逢う日まで), 1950