mercoledì 17 aprile 2013

Rossellini in excelsis



Roberto Rossellini  … non aveva finito … quel che aveva iniziato girando Paisà e Roma città aperta., la nascita del cinema moderno, non era stato ancora concluso. Molti avevano provato a seguire la sua strada, e possiamo dire che tutti i registi che abbiamo amato ( e qui fare dei nomi sarebbe soltanto una civetteria),che lo sapessero o no, non avevano fatto altro che assimilare la sua lezione, sviluppare le sue indicazioni, portare avanti con l’insicurezza e l’irruenza indomita proprie dei più giovani, la tensione morale, la profondità di sguardo e la visione panoramica che riverbera con forza da ogni fotogramma di Viaggio in Italia, abbagliante indicazione dell’unica strada possibile per il cinema d’oggi.
Ma senza dimenticare la grandezza di quell’inizio ( e spesso,  per ragioni tattiche, per dare una risposta ad Aristarco e a tutti gli stalinisti di allora …) bisogna dire che Rossellini è anche, se non soprattutto, l’errore sublime di India, che non si ha diritto di farlo se non si è capito, anche politicamente Europa ’51, se non si ha pianto vedendo Stromboli, se non si è deciso di diventare cineasti davanti alla poesia inesplicabile e solare di Francesco giullare di Dio.

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