mercoledì 10 aprile 2013

The ruler


 “ Per le prime veti pagine della sceneggiatura, io sono il personaggio di cui ognuno parla: sta per arrivare, è in arrivo. Io sono proprio quello che promette di arrivare. Povero Jack Nicholson: è lo che aspetta e io sono come un moscerino che gira attorno a una lampada. Volevo che il mio personaggio fosse diverso, un vero ritratto dell’indiano americano.
Ma Arthur Penn mi disse: o Dio Brando, non con quanto costa il film! E io: Arthur, allora lasciami almeno divertire un poco “.
Intervista con Lo Janos, in Time, 15-05-1976

  Pochi accenni sul film  e su Arthur Penn, e mi dispiace perché su questo gran western si dovrà pur tornare un’altra volta.
   Tutto sembra svolgersi all’insegna del doppio: da un lato la sceneggiatura di Thomas McGuane e dall’altro il prodotto finale del regista che non rispetta lo script; due divi che magari si fronteggiano eppure vivono di una vita propria indipendente; e ancora, due rappresentazioni della vita, quella della legge ( che non c’è) e quella dell’esterno alla legge; infine due lavori interdipendenti, l’allevatore di cavalli e i ladri di cavalli. Basta.
  Io sto con il ladro di cavalli, un bandito che ama l’orto e gli animali da cortile, a cui, finalmente, una donna dice: “ io ti ammiro ”.
  Un’ultima annotazione: in una sovversione che ammiriamo Penn ci presenta dei buoni che sono i cattivi e dei cattivi che sono i buoni. Solo in un western può accadere, ben prima l’aveva sperimentato, con grande sgomento, Sergio Corbucci ne Il grande Silenzio.
  Fine, per ora, quello che ci interessa è Marlon Brando. Questo è il secondo incontro con Arthur Penn dopo La caccia del 1965. Pontecorvo si era fatto cadere le braccia, Coppola e Bertolucci si sono lasciati condurre, Penn ha chiuso gli occhi ed ha esclamato : fai quello che vuoi, tanto al montaggio siamo soli io, Greenberg, Rotten ed il fido Dede Allen. Così è stato.
  L’Attore qui, ingrassato,assorbendo la fisionomia di un suo alter , Rod Steiger,  gigioneggia per un ruolo che appare secondario e che solo l’essere una star pone al primo posto nei titoli e nel battage pubblicitari; dove un comprimario – uno come Lee Marvin prima maniera - avrebbe avuto il “ e con “ alla fine dello scorrimento degli interpreti. Da Queimada ad Apocalypse Now mi pare che gli abbiano dato queste parti ingrate di “ruler” - tradotto come “ regolatore “ – che viene spedito o ingaggiato ad appianare un contesto instabile o anarcoide, come in questo caso. Da istrione usa tutte le maschere possibili, anche quelle della comprensione, ma poi si fa prendere la mano dal suo Creedmore. E’ in pace solo con la natura: la terra riceverà il suo sangue dopo quello che ha fatto versare a quei figli dei fiori che vogliono giocare ai ladri di cavalli, ad assaltare treni come Jesse James.
  Segnalo solo una sequenza in particolare, dove il nostro abbigliato come la moglie di un quacchero, con tanto di cuffia, dopo aver riempito di chiacchiere il malcapitato Harry Dean Stanton, lo inchioda ad  un albero con quell’ arnese che sembra una croce di Malta, quella del proiettore Cinemeccanica, che talvolta bloccandosi produce una specie di fermo immagine che brucia la pellicola.

  “ Brando rappresenta piuttosto la follia di un sistema che ci dice che possiamo uccidere senza essere colpevoli. E’ uno strumento del potere, che il potere usa per salvare se stesso e che prenderà il sopravvento. E’ uso costante della storia americana: quando avete una politica che si basa sulla degenerazione, chiamate un pazzo. Non è importante che si possa provare che sono stati proprio loro. Al potere importa che, d’accordo o no, questi pazzi ci siano “.
Arthur Penn in La Republica, 01-08-1976

Chaplin vs Keaton

Quel che c’è di male nella sinistra americana è che ha tradito per salvare le sue piscine.
Come attore Chaplin è bravissimo, sensazionale. Ma nel cinema comico gli preferisco Buster  Keaton. Quello è un uomo di cinema che non era soltanto un eccellente attore, ma anche un regista eccellente, cosa che Chaplin non è. In Luci della ribalta c’era una scena tra i due che, all’inizio, durava dieci minuti. Chaplin era eccellente e Keaton sensazionale. Era quanto di più riuscito in tutta la sua carriera. Chaplin ha tagliato la scena quasi interamente, perché aveva capito chi era, tra i due, che la dominava completamente.
Orson Welles

martedì 9 aprile 2013

lunedì 8 aprile 2013

Je vu salue Marie


Marie Trintignant 1962 - 2003 a Taormina (polaroid Mittiga)

giovedì 4 aprile 2013

Is Nothing Sacred? Papà ha paura di Marlon Brando

Una schietta conversazione con il primo attore
di Bruce Cook


  Voi non ci crederete: Sono a Billins, Montana, e in questa cittadina della prateria il solo argomento di conversazione è Marlon Brando. Scendo al “ Ramada Inn”  e, mentre firmo la scheda, la ragazza che sta al banco si sporge e mi dice, in tono confidenziale: “ Lo sa che c’è qui Marlon Brando? “
  Qui? Al “ Ramada Inn ? “
  “ Be’ … no”. Sembra offesa e si mette sulla difensiva: “ Ma è qui a Billings: Sta girando un film appena fuori città “ .
  “ Lo so: E? per questo che sono qui”.
  Capisco di essere cresciuto di almeno un metro nella sua stima. Non c’è bisogno di farle sapere che io non c’entro con il film; sono venuto solo per scrivere un articolo. L’uomo del mistero.
  Il fattorino avrà diciannove o venti anni ed è un ragazzo simpatico. Gli metto in mano un dollaro e, mentre compie il consueto rituale controllo degli interruttori e degli asciugamani, gli capita di dire , oh, con estrema noncuranza: 2 Saprà, immagino, che qui stanno girando un film “.
  “ Davvero? “ Faccio finta di niente . “ E chi ci recita ? “
  “ Marlon Brando! Favoloso, no? Proprio qui a Billings. L’ho visto l’altra sera “.
  “ Con i tuoi occhi? “
  “ Be?, almeno mi hanno detto che era lui su una roulotte in Rimrock Road. Non è che sia riuscito avederlo bene “.
  Quarantacinque minuti dopo, in sala da pranzo siede al tavolo accanto una famiglia che pare uscita da un film con Doris Day degli anni Cinquanta. La graziosa biondina – dovrebbe interpretare la parte di Sandra Dee – si sporge per dire alla sorella maggiore, Doris: “ Be’, sinceramente, non vedo che cosa ci sai di male. Perché non potremmo fare una corsa fin lì in macchina e chiedergli se possiamo restare a guardare un po’? Alla peggio ci dicono di no “.
  “ Ma potremmo vedere lui “.
  “ Un momento “, dice il padre. “ Chi è questo lui?”
  “ Ma, papà, lo sai benissimo. Marlon Brando “.
  “ Ah “. Dalla ruga che gli compare sulla fronte capisci subito che sta pensando all’ Ultimo tango a Parigi. Anche se non l’ha visto, ha sentito parlare di quel panetto di burro. “ Non pensateci neanche. Abbiamo cose più importanti da fare che girare per la campagna a cercare … lui”.

Tratto da:
Thomas McGuane,  MISSOURI, ed Oscar Mondadori, 1976
Trad.  Ettore Capriolo



Double reel

OGGI



Un Robin Hood per due


mercoledì 3 aprile 2013

La pennica del critico

Dormire dopo pranzo è argento, ma dormire prima di pranzo è oro (Sergio Leone Tolstoi)
Taormina, conferenza stampa con Roger Corman (Foto Mittiga)