Sopra un immenso lenzuolo, in fondo a quel vecchio magazzino
dietro la piazza, si avvinsero e si baciarono, come gessose larve, John Gilbert
e Greta Garbo, in un silenzio di tomba. Né bastò alla fine Ridolini, nella sua
lunare follia di cinque minuti, a riportare il sorriso sulle pallide asciutte
labbra dei giovanotti in loggione; inutilmente con dita di ferro Don Peppino
Costanzo intonò, sui tasti bianchi e neri del suo strumento, «La Violetera››.
Gesualdo Bufalino, Museo d’ombre, Sellerio editore, Palermo 1982
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